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Disturbi del neurosviluppo: ADHD e DSA

In questo articolo analizziamo in parole semplici cosa sono ADHD e DSA, come si distinguono, quali aspetti possono sovrapporsi e perché una valutazione dei disturbi dell’ apprendimento e dell’ ADHD è un passaggio essenziale.

Quando si parla di difficoltà scolastiche, emergono spesso due sigle: ADHD e DSA. Nel linguaggio comune possono sembrare condizioni simili, perché entrambe possono manifestarsi con disattenzione, facile distraibilità, difficoltà nello studio e un rendimento altalenante. In realtà si tratta di quadri clinici distinti, entrambi appartenenti ai disturbi del neurosviluppo, cioè condizioni che riguardano il modo in cui il cervello si sviluppa e funziona fin dall’infanzia.

L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) riguarda principalmente i meccanismi di attenzione, autoregolazione e controllo dell’impulsività, con possibili ricadute trasversali su più ambiti della vita quotidiana, non solo scolastici.

I DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) comprendono difficoltà circoscritte in abilità come lettura, scrittura o calcolo, a fronte di un’intelligenza nella norma e di adeguate opportunità educative.

ADHD e DSA possono presentarsi separatamente, ma anche coesistere nella stessa persona. Quando ciò accade, le difficoltà possono sommarsi o intrecciarsi, rendendo il quadro più complesso. Per questo è fondamentale capire quando sia opportuno avviare una valutazione approfondita e come si arrivi a una diagnosi corretta di ADHD e/o DSA attraverso un percorso clinico strutturato, che includa colloqui, test standardizzati e il confronto con scuola e famiglia.

Comprendere le differenze non è un esercizio teorico: significa evitare etichette imprecise come “è svogliato”, “non si impegna” o “è semplicemente distratto”, e costruire invece un piano di supporto personalizzato, basato sulle reali caratteristiche e necessità della persona. La diagnosi di ADHD e DSA si basa sui criteri diagnostici stabiliti nel DSM-V.

In questo articolo spiegheremo in parole semplici cosa sono ADHD e DSA, come si distinguono, quali aspetti possono sovrapporsi e perché una valutazione dei disturbi dell’ apprendimento e dell’ ADHD è un passaggio essenziale per orientare in modo corretto interventi e strategie di supporto.

ADHD: non solo è solo iperattività

L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) si presenta con difficoltà persistenti nell’attenzione e/o iperattività e impulsività. Tali sintomi, in genere esordiscono durante l’infanzia e interferiscono con il funzionamento dell’individuo in più contesti, come scuola, casa e relazioni sociali. A scuola, interferisce con l’apprendimento, per cui i bambini con ADHD spesso hanno anche delle difficoltà scolastiche. Tali difficoltà possono essere più sfumate nei bambini che presentano un livello cognitivo al di sopra della media, che permette loro di riuscire a compensare almeno nei primi anni di scuola le difficoltà attentive e l’impulsività.

In generale, i bambini con ADHD appaiono maggiormente iperattivi, mentre man mano che crescono possono apparire più disattenti. L’impulsività si traduce come una tendenza ad agire senza pensare alla conseguenza nelle proprie azioni, e tale aspetto può portare il soggetto man mano che cresce anche a commettere alcune azioni non socialmente corrette con il rischio di essere allontanato dai pari per incomprensioni. L’ADHD predispone l’individuo ad una maggiore possibilità di sviluppare ulteriori disturbi psichiatrici, come disturbo oppositivo-provocatorio, depressione, comportamenti antisociali.

Durante l’adolescenza e nell’età adulta, l’iperattività motoria può ridursi, lasciando spazio a una sensazione di irrequietezza interna, difficoltà organizzative e nella gestione degli impegni. Questo cambiamento può rendere il quadro meno evidente dall’esterno, ma non per questo meno impattante sulla qualità della vita.

DSA: Valutazione disturbi dell’ apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano difficoltà specifiche e persistenti in abilità scolastiche di base come lettura, scrittura e calcolo. In Italia, nella definizione più diffusa rientrano dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, come riconosciuto anche dalla normativa nazionale.

Un punto chiave è che nei DSA non c’è un deficit cognitivo, che pertanto deve essere sempre escluso prima di poter porre diagnosi di DSA, attraverso la somministrazione di un test di intelligenza. Tale criterio è esplicitato nel DSM-V e anche Anche l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che i DSA non implicano disabilità intellettiva né problemi sensoriali o neurologici “generali”, ma una difficoltà specifica nell’apprendere lettura, scrittura e calcolo.

Le difficoltà nei DSA sono selettive, sebbene possano interessare più domini: una persona può essere brillante, curiosa, creativa, ma avere una fatica marcata e stabile nel decodificare parole, automatizzare l’ortografia o gestire procedure di calcolo.

Differenza fondamentale: abilità vs regolazione

Per semplificare senza banalizzare:

  • ADHD: difficoltà nella regolazione di attenzione, impulsi, attività, tempo e funzioni esecutive.
  • DSA: difficoltà specifiche nell’acquisire/automatizzare abilità scolastiche quali lettura, scrittura,calcolo.

Questa differenza cambia tutto. Nei DSA, anche con motivazione e attenzione buone, la lettura può rimanere lenta o imprecisa; nell’ADHD, anche con buone capacità di lettura o calcolo, il problema può essere mantenere il focus, iniziare i compiti, organizzare lo studio, gestire la distrazione, che nel tempo possono portare ad una compromissione dell’apprendimento.

Perché a scuola sembrano simili: la “sovrapposizione funzionale”

ADHD e DSA possono dare risultati simili agli occhi di insegnanti e genitori:

  • compiti incompleti
  • errori frequenti
  • studio inefficiente
  • rendimento altalenanti
  • momenti di incomprensione/tensione con i genitori durante i compiti
  • oppositività

Ma le ragioni possono essere diverse. Un bambino con DSA può evitare la lettura perché faticosa e frustrante, e apparire “distratto” mentre un bambino con ADHD può saltare passaggi, non rileggere, non controllare, e apparire “dislessico” perché legge male quando è disattento. Ecco perché la valutazione non può basarsi solo sul rendimento: deve capire quale meccanismo genera la difficoltà.

Comorbilità: quanto è frequente che coesistono?

La coesistenza ADHD-DSA è considerata comune nella pratica clinica. In campioni clinici e popolazionali, diversi studi riportano tassi rilevanti di compresenza tra sintomi ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento, con variabilità in base a criteri, campione e definizioni.

Per semplificare: è possibile che una persona abbia un DSA (per esempio dislessia) e, in più, un ADHD che amplifica le difficoltà nello studio e nella gestione quotidiana. Oppure può avere ADHD con difficoltà scolastiche marcate ma senza un DSA formalmente diagnosticabile. La cosa importante non è “quante percentuali”, ma l’implicazione clinica: quando coesistono, la fatica aumenta e spesso servono interventi più integrati.

Come distinguere ADHD e DSA : segnali utili

Quando sospettare soprattutto DSA

Se il punto critico è stabile e specifico su:

  • lettura (lenta, faticosa, imprecisa, scarsa comprensione per lentezza);
  • scrittura (ortografia persistente, disgrafia, grande dispendio di energia);
  • calcolo (automatismi, procedure, tabelline, errori ricorrenti).

Quando sospettare soprattutto ADHD

Se il problema non riguarda solo lo studio e la scuola, ma il comportamento disfunzionale si osserva anche a casa (per esempio, durante il pranzo) e nelle situazioni extrascolastiche (durante lo sport).

A scuola le insegnati possono segnalare:

  • difficoltà nell’organizzazione dei compiti e dello spazio nel foglio
  • dimenticanza dei materiali a casa
  • impulsività, risposte rapide, errori “per fretta” tipicamente chiamati di omissione
  • tendenza a dare fastidio in classe (collezionando numerose note e richiami)
  • difficoltà a completare il compito nei tempi prestabiliti (che può essere presente anche nei DSA per la lentezza)

questi sono “segnali”, non criteri diagnostici.

Il ruolo delle funzioni esecutive: il ponte tra ADHD e DSA

Molte sovrapposizioni passano dalle funzioni esecutive: pianificazione, memoria di lavoro, controllo inibitorio, flessibilità cognitiva.

La ricerca evidenzia profili neuropsicologici differenti tra ADHD, DSA e la loro comorbilità: spesso, quando coesistono, il profilo esecutivo può risultare più complesso e richiedere interventi più articolati. Questo è un punto chiave anche per la comunicazione con famiglie e scuole: non basta “fare più esercizi” o “stare più attenti”. Serve capire quali componenti stanno fallendo.

Diagnosi in età evolutiva e adulta

In età evolutiva (bambini e adolescenti)

L’inquadramento di ADHD e DSA è tipicamente di competenza del Neuropsichiatra Infantile, che svolge la valutazione in collaborazione con un’equipe multidisciplinare comprensiva di logopedista, terapista della neuropsicomotricità, psicologo clinico/psicoterapeuta).

La valutazione prevede più incontri con il bambino e la famiglia e il coinvolgimento anche degli insegnanti. In genere, comprende test cognitivi e neuropsicologici per l’inquadramento del disturbo ed eventuali diagnosi differenziali.

In età adulta

Per l’ADHD adulto, la diagnosi clinica è di norma in capo a psichiatra o neuropsichiatra esperto del disturbo, con uso di strumenti validati e diagnosi differenziale (ansia, umore, disturbi di personalità, ecc.). Le linee guida NICE enfatizzano l’importanza di una valutazione strutturata e competente.

Intervento: perché la distinzione cambia il trattamento

Se prevale DSA

L’intervento è centrato su:

  • strumenti compensativi e misure dispensative a scuola
  • mappe concettuali per facilitare lo studio
  • potenziamento mirato (con aspettative realistiche e individualizzate)
  • lavoro sulla motivazione e sull’autostima

Se prevale ADHD

L’intervento efficace è spesso multimodale:

  • psicoterapia individuale
  • strategie di organizzazione e gestione del tempo
  • strumenti compensativi e misure dispensative a scuola
  • terapia di supporto per i genitori per limitare e saper rispondere ai comportamenti disadattativi del figlio e prevenire l’insorgenza di ulteriori comorbidità
  • farmacoterapia quando appropriata, secondo linee guida e valutazione specialistica (NICE dedica sezioni specifiche a trattamento e terapia farmacologica).

Se coesistono ADHD e DSA

Serve un piano integrato: lavorare solo sul DSA senza gestire l’ADHD può ridurre l’efficacia (perché lo studio resta disorganizzato e intermittente); trattare solo l’ADHD senza supporto alle abilità specifiche può non risolvere la fatica su lettura/scrittura/calcolo.

“il costo invisibile” di autostima e benessere

Un aspetto spesso sottovalutato è il carico emotivo. DSA e ADHD, soprattutto quando non riconosciuti, possono portare a:

  • senso di inadeguatezza
  • ansia da prestazione
  • evitamento
  • conflitti familiari
  • demotivazione

Il punto non è solo la performance scolastica: è il benessere e il modo in cui la persona costruisce la propria identità (“sono stupido”, “non ce la faccio”). Un percorso clinico ben fatto può cambiare la narrativa interna: “ho un funzionamento specifico, posso trovare strumenti adatti”.

Valutazione disturbi dell’apprendimento a Roma

ADHD e DSA non sono la stessa cosa, ma possono coesistere e influenzarsi reciprocamente.

L’ADHD coinvolge principalmente la regolazione dell’attenzione, dell’impulsività e delle funzioni esecutive. I DSA riguardano abilità specifiche di apprendimento come lettura, scrittura e calcolo. In ambito scolastico possono manifestarsi con difficoltà simili, ma è la valutazione clinica a chiarire il meccanismo sottostante e a orientare un intervento realmente efficace.

Quando emergono segnali persistenti di difficoltà nello studio, nella concentrazione o nell’organizzazione, è importante evitare interpretazioni superficiali e affidarsi a un percorso diagnostico strutturato.

Presso il Centro Medico Qrare di Roma, in zona Villa Torlonia / Piazza Bologna, è possibile effettuare una valutazione approfondita dei disturbi dell’apprendimento e diagnosi DSA, comprensiva, quando indicato, anche di una valutazione neuropsicologica, in particolare degli aspetti esecutivi ed emotivi, per verificare la presenza o meno di ADHD nei bambini e adolescenti.

Il percorso prevede un primo incontro con il neuropsichiatra infantile a Roma, seguito da un iter diagnostico svolto in équipe con logopedista e psicoterapeuta dell’età evolutiva, al fine di garantire una valutazione completa, multidisciplinare e conforme alle linee guida.

L’obiettivo non è soltanto formulare una diagnosi, ma definire indicazioni operative concrete per la scuola e per la famiglia, favorendo uno sviluppo armonico e sostenendo il benessere del minore nel lungo periodo.

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